|
domenica, 20 settembre 2009, 20:17
Sai cosa si fa quando non se ne può più? Si cambia.Alberto Moravia, ''Gli indifferenti'' domenica, 20 settembre 2009, 20:16
''Penso'' rispose in tono profondo chiudendo gli occhi ''quale debole sforzo basterebbe per essere sinceri, e come invece si faccia di tutto per andare nella direzione opposta.''
Alberto Moravia, ''Gli indifferenti'' domenica, 20 settembre 2009, 20:15
Finalmente anche la seconda bottiglia di vino finì: ''L'abbiamo bevuta'' disse Leo allegramente; ''brava Carla.'' La fanciulla non rispose: teneva la testa china, i capelli le pendevano davanti agli occhi: ''Ehi'' insistette l'uomo, ''che cos'hai?... forse ti senti un po' stordita?... prendi'' soggiunse porgendo il suo astuccio; ''prendi una sigaretta,'' e subito, vedendola accendere e fumare con difficoltà: ''Non le manca che una rosa sul petto'' pensò; ''proprio nient'altro per crederla una frequentatrice di locali notturni.'' Ed era vero: come le donne, al mattino, nelle sale da ballo, Carla appoggiava il gomito sulla tavola, e la testa un po' arruffata sulla mano, e con quella sigaretta penzolante dall'angolo della bocca, guardava davanti a sè; il vestito troppo largo e donnesco che aveva appartenuto alla madre le era scivolato da una spalla e scopriva il principio bianco gonfio del seno; il malessere la soverchiava; ella si abbandonava sulla tavola e pensava di morire.
Alberto Moravia, ''Gli indifferenti'' domenica, 20 settembre 2009, 20:13
Perché togliermi anche l’illusioneche una volta tu mi abbia amato è l’ultimo male che mi puoi fare. Dino Campana domenica, 20 settembre 2009, 20:11
Non bisogna mai abbassarsi a scrivere a un critico, mai.Truman Capote domenica, 20 settembre 2009, 20:10
- La prima volta che ci siamo visti, dimmi che hai pensato.
- Dimmelo tu. - Io ho pensato... che eri bella come la mattina di Natale. Non saprei come dirlo diversamente. - E perchè me lo dici proprio adesso? - Forse alla fine uno ripensa all'inizio. E allora ecco qua, volevo che lo sapessi. Dal film ''Mr & Mrs Smith'' domenica, 20 settembre 2009, 20:09
- Non ho fatto ingegneria.- Davvero? - Notre Dame. Laurea in storia dell'arte. - Arte? - Storia, storia dell'arte, cultura. - Ok. Dal film ''Mr & Mrs Smith'' domenica, 20 settembre 2009, 20:08
Le donne sono così cronicamente single da rendere quasi superflue le ovaie.Da ''Sex & the city'' domenica, 20 settembre 2009, 20:06
Le differenze maggiori tra i vari canali televisivi sono tuttora le previsioni de tempo.Woody Allen domenica, 20 settembre 2009, 20:04
- Nel suo nuovo film si ironizza molto sul concetto di genio.
- E' un termine abusato. Oggi sono tutti geni: attori, registi, stilisti. Ma se sono geni questi, come definiamo Michelangelo, Beethoven, Rembrandt? Essere un genio non è un traguardo: è un atto di nascita, come essere alti o belli. Non è possibile che ci siano così tanti geni in giro. Si confonde il genio con il talento e ci si dimentica che il mondo è pieno di criminali con altissimi quozienti di intelligenza. - Quando si scrive che Woody Allen è il genio della commedia, le fa piacere? - E' una genialità ristretta. Come essere un genio della ceramica. Rispetto a un genio vero, il genio della commedia è come il presidente di un club di provincia rispetto al presidente degli Stati Uniti. Cioè non conta niente. Se proprio devi essere un genio, varrebbe la pena esserlo in ambiti che cambiano sostanzialmente la vita delle persone. Woody Allen, intervistato da Vanity Fair, settembre 2009 domenica, 20 settembre 2009, 20:02
La vita è una cosa terribile. Nasci, invecchi, muori, ti decomponi.Woody Allen, intervistato da Vanity Fair, settembre 2009 domenica, 20 settembre 2009, 20:00
Se a uno dico: ''Sei un caro amico'', significa: ''Piuttosto me la faccio cucire''. E, invece, lui che cosa capisce? ''Mi vuole tanto bene''.Giulia Blasi, intervistata da Vanity Fair, settembre 2009 domenica, 20 settembre 2009, 19:57
Se è tardi a trovarmi insistise non ci sono in un posto cerca in un altro, perché io son fermo da qualche parte ad aspettare te. Walt Whitman giovedì, 13 agosto 2009, 16:34
Ci vorrebbero dei comunisti non ignoranti, che non guastassero il nome.Cesare Pavese, ''La luna e i falò'' giovedì, 13 agosto 2009, 16:31
Nulla s'inventa, è vero, che non abbia una qualche radice, più o men profonda, nella realtà.Luigi Pirandello, ''Il fu Mattia Pascal'' giovedì, 13 agosto 2009, 16:30
Ma ora dormi, dormi ancora, nell’illusione che eludere il dolore non abbia un prezzo.Marcela Serrano giovedì, 13 agosto 2009, 16:30
La depressione diventa un diritto, quando uno si guarda attorno e non vede niente o nessuno che lo ispiri.
Tiziano Terzani, "Un indovino mi disse" giovedì, 13 agosto 2009, 16:29
[...] la neve era caduta sui rumori, anzi sulla possibilità stassa di far rumore.Italo Calvino, ''Marcovaldo'' giovedì, 13 agosto 2009, 16:27
Una sola volta mi rivolse, all'improvviso, una domanda particolare: -Perchè sta a Roma lei, signor Meis?
Mi strinsi ne le spalle e gli risposi: - Perchè mi piace di starci... - Eppure è una città triste - osservò egli, scotendo il capo. - Molti si meravigliano che nessuna impresa vi riesca, che nessuna idea viva vi attecchisca. Ma questi tali si meravigliano perchè non vogliono riconoscere che Roma è morta. - Morta anche Roma? - esclamai, costernato. - Da gran tempo, signor Meis! Ed è vano, creda, ogni sforzo per farla rivivere. Chiusa nel sogno del suo maestoso passato, non ne vuol più sapere di questa vita maeschina che si ostina a formicolarle intorno. Quando una città ha avuto una vita come quella di Roma, con caratteri così spiccati e particolari, non può diventare una città moderna, cioè una città come un'altra. Roma giace là, col suo gran cuore frantumato, a le spalle del Campidoglio. Son forse di Roma queste nuove case? Guardi, signor Meis. Mia figlia Adriana mi ha detto dell'acquasantiera, che stava in camera sua, si ricorda? Adriana gliela tolse dalla camera, quell'acquasantiera: ma, l'altro giorno, le cadde di mano e si ruppe: ne rimase soltanto la conchetta, e questa, ora, è in camera mia, su la mia scrivania, adibita all'uso che lei per primo, distrattamente, ne aveva fatto. Ebbene, signor Meis, il destino di Roma è l'identico. I papi ne avevano fatto - a modo loro, s'intende - un'acquasantiera; noi italiani ne abbiamo fatto, a modo nostro, un portacenere. Luigi Pirandello, ''Il fu Mattia Pascal'' giovedì, 13 agosto 2009, 16:26
Il parroco, parato a festa, con gli occhiali lucidi, fece il discorso sui gradini della chiesa. Cose grosse. Disse che i tempi erano stati diabolici, che le anime correvano pericolo. Che troppo sangue era stato sparso e troppi giovani ascoltavano ancora la parola dell'odio. Che la patria, la famiglia, la religione erano tuttora minacciate. Il rosso, il bel colore dei martiri, era diventato l'insegna dell'Anticristo, e in suo nome s'erano commessi e si commettevano tanti delitti. Bisognava pentirci anche noi, purificarci, riparare - dar sepoltura cristiana a quei due giovani ignoti, barbaramente trucidati - fatti fuori, Dio sa, senza il conforto dei sacramenti - e riparare, pregare per loro, drizzare una barriera di cuori. Disse anche una parola in latino. Farla vedere ai senza patria, ai violenti, ai senza dio. Non credessero che l'avversario fosse sconfitto. In troppi comuni d'Italia ostentava ancora la sua rossa bandiera...
A me quel discorso non dispiacque. Così sotto quel sole, sugli scalini della chiesa, da quanto tempo non sentivo più la voce di un prete dir la sua. E pensare che da ragazzo quando la Virgilia ci portava a messa, credevo che la voce del prete fosse qualcosa come il tuono, come il cielo, come le stagioni - che servisse alle campagne, ai raccolti, alla salute dei vivi e dei morti. Adesso mi accorsi che i morti servivano a lui. Non bisogna invecchaire nè conoscere il mondo. Cesare Pavese, ''La luna e i falò'' giovedì, 13 agosto 2009, 16:24
Ospedali, galere e puttane: sono queste le università della vita. Io ho preso parecchie lauree. Chiamatemi dottore.
Charles Bukowski giovedì, 13 agosto 2009, 16:22
Tutte le donne sono fatali. All'inizio ci danno la vita, alla fine sono la causa della nostra perdizione.
Antoine Blondin giovedì, 13 agosto 2009, 16:22
La vita va corretta, eccome, è troppo dura da buttare giù liscia.Vinicio Capossela, "Non si muore tutte le mattine" giovedì, 13 agosto 2009, 16:21
- Ci sono un sacco di parole per definire una donna che non vuole fare sesso: frigida, inerte, insensibile, fredda. Ma riesci a pensare anche a una sola parola per definire un uomo che non vuole fare sesso?
- Morto? Dal film ''E morì con un felafel in mano'' giovedì, 13 agosto 2009, 16:21
L'amore non fa ruotare il mondo, ma rende la rotazione piacevole.
F. P. Jones giovedì, 13 agosto 2009, 16:20
Potei sperimentare che l'uomo, quando soffre, si fa una particolare idea del bene e del male, e cioè del bene che gli altri dovrebbero fargli e a cui egli pretende, come se dalle proprie sofferenze gli derivasse un diritto al compenso; e del male che egli può fare agli altri, come se parimenti dalle proprie sofferenze vi fosse abilitato. E se gli altri non gli fanno il bene quasi per dovere, egli li accusa e di tutto il male ch'egli fa quasi per diritto, facilmente si scusa.
Luigi Pirandello, ''Il fu Mattia Pascal'' giovedì, 13 agosto 2009, 16:19
Le anime hanno un loro particolar modo d'intendersi, d'entrare in intimità, fino a darsi del tu, mentre le nostre persone sono tuttavia impacciate nel commercio delle parole comuni, nella schiavitù delle esigenze sociali. Han bisogni lor proprii e loro proprie aspirazioni le anime, di cui il corpo non si dà per inteso, quando veda l'impossibilità di soddisfarli e di tradurle in atto. E ogni qualvolta due che comunichino fra loro così, con le anime soltanto, si trovano soli in qualche luogo, provano un turbamento angoscioso e quasi una repulsione violenta d'ogni minimo contatto materiale, una sofferenza che li allontana, e che cessa subito, non appena un terzo intervenga. Allora, passata l'angoscia, le due anime sollevate si ricercano e tornano a sorridersi da lontano.
Luigi Pirandello, ''Il fu Mattia Pascal'' giovedì, 13 agosto 2009, 16:18
Ma la verità forse era questa: che nella mia libertà sconfinata, mi riusciva difficile cominciare a vivere in qualche modo.
Luigi Pirandello, ''Il fu Mattia Pascal'' giovedì, 13 agosto 2009, 16:18
LUI: - Eh, a pensarci, lo so, cara signora... Tradire il marito, Dio mio! La fedeltà, l'onestà, la dignità... tre grosse, sante parole, con tanto d'accento su l'a. E poi: l'onore! altra parola enorme... Ma, in pratica, credete, è un'altra cosa, cara signora: cosa di pochissimo momento! Domandate alle vostre amiche che ci si sono avventurate.
LA DONNA MARITATA: - Sì; e tutte quante han provato poi un grande disinganno! LUI: - Ma sfido! ma si capisce! Perchè impedite, trattenute da quelle parolacce, hanno messo un anno, sei mesi, troppo tempo a risolversi. E il disinganno diviene appunto dalla sproporzione tra l'entità del fatto e il troppo pensiero che se ne sono date. Bisogna risolversi subito, cara signora! Lo penso, lo faccio. E' così semplice! Luigi Pirandello, ''Il fu Mattia Pascal'' giovedì, 13 agosto 2009, 16:17
La coscienza? Ma la coscienza non serve, caro signore! La coscienza, come guida, non può bastare. Basterebbe forse, ma se essa fosse castello e non piazza, per così dire; se noi cioè potessimo riuscire a concepirci isolatamente, ed essa non fosse per sua natura aperta agli altri. Nella coscienza, secondo me, insomma, esiste una relazione essenziale... sicuro, essenziale, tra me che penso e gli altri esseri che io penso. E dunque non è un assoluto che basti a se stesso, mi spiego? Quando i sentimenti, le inclinazioni, i gusti di questi altri che io penso o che lei pensa non si riflettono in me o in lei, noi non possiamo essere nè paghi, nè tranquilli, nè lieti; tanto vero che tutti lottiamo perchè i nostri sentimenti, i nostri pensieri, le nostre inclinazioni, i nostri gusti si riflettano nella coscienza degli altri. E se questo non avviene, perchè... diciamo così, l'aria del momento non si presta a trasportare e a far fiorire, caro signore, i germi... i germi della sua idea nella mente altrui, lei non può dire che la sua coscienza le basta. A che le basta? Le basta per viver solo? per isterilire nell'ombra? Eh via! Eh via! Senta; io odio la retorica, vecchia bugiarda fanfarona, civetta con gli occhiali. La retorica, sicuro, ha foggiato questa bella frase con tanto di petto in fuori: ''Ho la mia coscienza e mi basta''.
Luigi Pirandello, ''Il fu Mattia Pascal''
| |